L’Orcione dell’Olio Nuovo

L’Orcione dell’Olio Nuovo
Anno Giubilare 2025 – 11 novembre
Questo orcione in ceramica nasce per accogliere e custodire l’olio nuovo, offerto in onore di San Martino e Santa Comasia, patroni della città di Martina Franca, come segno di luce, carità e gratitudine.
Nella tradizione cristiana, l’olio è ciò che illumina, ciò che guarisce, ciò che nutre: è il simbolo della benedizione che scende sulla comunità e della vita che si rinnova con il raccolto.
Il gesto dell’offerta richiama la carità di San Martino, che divise il suo mantello con il povero, e la fede coraggiosa di Santa Comasia, testimone di purezza e dono totale.
L’opera trae ispirazione dalla Basilica di San Martino, edificata agli inizi del Settecento, nel pienosplendore dell’arte rococò e rocaille.
In quegli stessi anni, la tradizione ceramica di Cerreto Sannita realizzava orci dalle forme morbide e animate, legate a un gusto decorativo vivace e raffinato.
A questa storia culturale si intreccia quella di Martina Franca, che vide maestri e marmi dialogare tra fede, arte e territorio.
L’elemento distintivo dell’orcione è il ramo d’olivo che, modellato e intrecciato, si curva fino a diventare il manico.
L’olivo, radice antica del paesaggio martinese, è segno di pace, rinascita e consacrazione: un albero che custodisce il respiro della terra e la preghiera silenziosa delle mani che lo coltivano.
Alcuni dettagli sono impreziositi da tocchi d’oro, come una luce che sfiora la materia e richiama la grazia che si posa sulle cose semplici e vere.
Il tappo in legno ricorda la dignità della vita quotidiana: il lavoro, l’attesa, la cura.
Ogni parte di questo orcione è modellata a mano, con tempo, pazienza e dedizione, dal maestro ceramista Domenico Todisco, a Martina Franca.
La sua lavorazione artigianale rende ogni pezzo unico e irripetibile, vivo della storia che custodisce.
Questo orcione non è soltanto un contenitore: è un segno di fede, di memoria e di identità, un omaggio alla città di Martina Franca e alla spiritualità dei suoi Santi Patroni.
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